Buonanotte, in che senso?

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Le ore corrono veloci, tra poco le lancette degli orologi raggiungeranno la mezzanotte e lo sarà per tutti. La dimensione del tempo è assolutamente uguale per ognuno di noi, senza eccezioni. Cosa succederà? A parte quelli che in questo momento lavorano e continueranno a farlo sino al mattino, la maggioranza degli uomini dedicherà le prossime ore al sonno, poche o tante che saranno. È in noi il desiderio e la necessità di chiudere il capitolo della giornata, anche se tanti problemi restano insoluti, avendo bisogno di sospendere l’attività cerebrale diurna, di trasferirsi nel regno del sonno, di ritrovare energia, di ricevere ispirazione per affrontare la vita del giorno dopo.

E ben venga il sogno, magnifica valvola di sfogo, quando non è un incubo, che ci rende liberi, fantasiosi, a volte trasgressivi.

Perciò auguriamoci che la notte che si avvicina, popolata o meno dalla memoria dei sogni, ci permetta di trovare domattina l’energia per risolvere questioni vecchie e nuove, per realizzare progetti chiusi nei cassetti della mente, illuminati dalla luce del nuovo giorno, per vedere con occhi più limpidi la realtà attorno a noi e le persone con cui avremo occasione di relazionarci.

 E allora sì che sarà una buona notte!

Buon Anno 2020

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Buon Anno Amici,

ho scelto questa immagine di sua altezza il Monte Rosa, con la sua luce particolare colta in un pomeriggio di inverno, per augurarvi per l’anno 2020, ormai alle porte, un ottimo percorso di crescita e di soddisfazioni, morali e materiali, spirituali ed economici, sino a raggiungere le cime più alte, come il vostro cuore desidera.

Lasciamoci alle spalle le difficoltà ed i dispiaceri incontrati nell’anno che, finalmente, sta per finire, salvando le cose buone, le amicizie sincere, ed i momenti di serenità, anche se pochi, che ci sono capitati.

Come colui che spinto dalle vicissitudini della vita nell’abisso più o meno profondo, risale in superficie, proteso a scalare una vetta importante carica di bellezza, di luminosità, ricca di profumi alpestri, così auguro per noi tutti nel 2020 il superamento dei momenti malinconici ed un crescendo di avvenimenti belli, importanti, di quelli che lasciano il segno per lunghissimo tempo. A tutti: AUGURI!!

Il valore di un sorriso

Un episodio osservato su facebook alcuni giorni fa mi ha incuriosito e mi ha dato la dimostrazione pratica di quanto possa essere importante un banale gesto di cortesia.

Faccio parte immeritatamente del gruppo “sei di Pordenone… di tutto e di più”. Mi piace imbattermi sin dalle prime ore del mattino nei saluti di buongiorno, ancora prima dell’alba, che alcuni fieri e valorosi amici volontari, lanciano in rete con la speranza di raccogliere qualche like. Una piccolissima minoranza di partecipanti al gruppo risponde, quando va bene, a volte distrattamente, per semplice cortesia, per abitudine, senza enfasi e con gesto automatico pigiando sul click ok. Nei casi più fortunati si riceve qualche breve frase di circostanza e il ricambio del saluto mattutino. Senonchè l’altro giorno, di buon’ora, un’amica del gruppo, la gentile Iva Marchesin, forse stanca di salutare e di ricevere pochi e distratti cenni di risposta, ha scritto un post così formulato: “Voglio dare il buongiorno a tutte le amiche e amici del mio gruppo anche a coloro che non ricambiano i saluti per me fa lo stesso”

In pratica la signora Iva ha detto: io vi saluto tutti, se ricambiate il saluto va bene, altrimenti fa lo stesso, me ne farò una ragione.

Ebbene, mi sono preso la briga di verificare il risultato di questo appello: a fine giornata la cara signora ha raccolto ben 37 likes e 53 commenti. Direi che per un saluto non è affatto male! E’ la dimostrazione che quando ci si mette il sentimento in quello che diciamo o che scriviamo, i risultati arrivano, perché i messaggi giungono diritti al cuore della gente. I lettori hanno capito il senso dell’augurio ed hanno anche capito che, al di là della buona educazione che imponeva la risposta, era necessario rassicurare la signora Iva che il suo gentile lavoro veniva seguito ed apprezzato.

Devo aggiungere che il post è stato pubblicato il 4 dicembre, in data parecchio successiva al 13 novembre, che, come forse non tutti sanno, è la “giornata mondiale della gentilezza”, festività inventata trent’anni fa in Giappone ed ora diffusa in molti paesi.

Perciò vi rivolgo un invito: quando ricevete un augurio, un saluto, ricordate che basta un semplice cenno di risposta, un banale e veloce like, per dare soddisfazione e felicità a chi lo ha mandato.

Bellezza dal nulla

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Stavo in giardino a contemplare con rassegnazione i danni del maltempo di queste ultime settimane. Era apparso un timido sole provvisorio, poco convinto di dominare un cielo nuovamente minacciato all’orizzonte da nubi, per ora lontane ed alte. Tutte le piante grondavano gocce d’acqua, che a tratti rotolavano sul terreno già inzuppato tentando di scavare anche nei sassi. Azalee, camelie, gardenie, verdissime ma imploranti un po’ di tregua, qualche ora di calore per asciugare le foglie. I rosai rovinati, con boccioli in cima appassiti prima di esprimere tutta l’energia. Non c’era altro da fare che attendere! Mentre

pensavo così, posai lo sguardo sul tronco tagliato raso terra di una magnolia. L’immagine mostra quello che vidi: un magnifico fungo a vari petali di colore ocra, con bordi chiari che spiccava sul nero della base. Non avrei mai immaginato che da un tronco tagliato vari anni prima potesse nascere , in modo imprevisto, qualcosa di tanto bello e vivo.

E’ la dimostrazione che la bellezza si manifesta anche in cose apparentemente insignificanti. Ricordate la canzone di De Andrè?: “dal letame nascono i fiori, dai diamanti non nasce nulla”. Credo che sia una buona notizia!

Acero rosso, prima e dopo

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Dopo la foto che ho postato la settimana scorsa su fb vi propongo oggi la seconda immagine dello stesso albero. Vedete come si è ridotto nell’arco di sette giorni!  Dove sono le foglie brillanti, dove i colori accesi? Tutto è passato! O meglio, è avvenuta una trasformazione. L’albero ha perso la chioma ma si è irrobustito, anche se ora sembra vecchio e decrepito. In realtà ha acquisito conoscenza, esperienza, nuova forza per affrontare fra qualche mese un nuovo ciclo di vita. È come noi che, in apparenza, perdiamo fisicamente qualche pezzo, strada facendo, giorno dopo giorno. Ma nello stesso tempo il nostro animo si rafforza, si eleva e pian piano guarda le cose con saggezza, da un gradino più alto.

Uomini e pecore

Giornali, tv, mezzi vari di comunicazione non fanno che imbottirci di notizie negative. Le notizie positive sono pochissime. Purtroppo avvengono tanti fatti scabrosi, fatti che non vorremmo mai accadessero. Non è colpa dei mezzi di informazione se questo accade ma di un mondo difficile che ogni giorno ci presenta avvenimenti di crudeltà inaudita, degni solo del genere umano, poiché il mondo degli animali è esente da certe efferatezze. 

Non meravigliamoci quindi se tra la gente è presente un atteggiamento guardingo, un sentimento di allerta, di paura latente delle persone sconosciute. Basta anche una semplice richiesta di indicazione stradale per far nascere sospetti del tutto ingiustificati.

Bisogna uscire da questo clima di sfiducia. Ognuno faccia la sua parte, vivendo una vita improntata all’onestà ed alla solidarietà, nei limiti del possibile.  Oppure c’è il rischio di invidiare l’uomo della foto, il pastore che sale i monti con le sue pecore e vive in solitudine per gran parte dell’anno, lasciando agli altri i problemi della convivenza civile.

Diremo allora con la poesia di D’Annunzio : “Ah, perché non son io coi miei pastori?”

Letture d’autunno

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Autunno, colori splendidi ed ancora tanta nostalgia del mare. Vi segnalo la lettura del libro “La confraternita delle beate vergini – delitto in pineta” (autore il sottoscritto) presente nelle maggiori librerie e sul sito http://www.Youcanprint.it, dove è acquistabile anche la versione ebook.
In sintesi: racconto giallo di agevole lettura focalizzato sulla scoperta, durante una sana corsa in pineta lungo il mare, del cadavere di una giovane e bella straniera, del tutto sconosciuta. Si saprà in seguito che si tratta di una prostituta che vuole cambiare vita. Gli investigatori molto abili troveranno il bandolo della matassa grazie a varie osservazioni ed intuizioni. Vi si trovano mescolati ingredienti vari come il bigottismo di certe anziane signore, prediudizi, sesso, nonchè sani sentimenti.