Fushi, un gatto fortunato

Fushi

Questo bel gatto si chiama Fushi, da qualche mese ha solo tre zampe perché l’anteriore destra gli è stata amputata dopo aver subito un incidente. Quando Fushi neonato arrivò nella famiglia di mio figlio, poco più di cinque anni fa, arrivò anche la nipotina Laura e i due crebbero insieme. Fushi era un minuscolo gatto grigio verde, con occhi intelligenti, velocissimo nel movimento, com’è tipico dei felini. Non so come abbia sopportato le pesanti carezze ed i modi grossolani di mia nipote, ma entrambi sono cresciuti con un amore reciproco profondo. Senonchè un brutto giorno Fushi tornò a casa in condizioni pietose, con una zampa maciullata, una grossa tumefazione alla testa, in pratica era mezzo morto, probabilmente investito da un’auto. Grande fu la disperazione di mia nipote e dell’intera famiglia. Il gatto fu subito portato al pronto soccorso veterinario, dove ricevette le prime cure, ma occorreva operarlo d’urgenza. Tra intervento chirurgico e medicinali bisognava spendere 1500 euro. Valeva la pena? Tra di noi vi furono pareri discordanti, poi le suppliche di Laura ebbero il sopravvento e Fushi fu sottoposto all’intervento di amputazione della zampa. Ora sta bene, si è ripreso alla grande, certo non può muoversi con l’agilità di prima e spesso deve rinunciare a delle prede che un tempo non gli sarebbero sfuggite, fa un po’ pena vederlo correre a tre zampe!  Ma la considerazione finale è la seguente: Vale la pena di curare un animale come se fosse un essere umano e prodigarsi per esso con sensibile sacrificio economico?  Con la stessa cifra Laura non avrebbe potuto comprare un altro micio? La mia risposta è, oggi, affermativa. Ne è valsa la pena, perché l’equilibrio emotivo di mia nipote ne avrebbe risentito e la sua serenità non ha prezzo!

Il conto all’estero

Photo by Pixabay on Pexels.com

In questo racconto di mezza estate vi narro un sogno.

Ho sognato di trovarmi nel salone di una banca ed all’improvviso ho visto entrare un uomo anziano, curato, distinto che si è avvicinato all’impiegato dell’ufficio”accoglienza clienti” e ha chiesto di parlare con il direttore.

“In questo momento il direttore è molto impegnato, posso esserle utile io?” disse quello cercando di farlo desistere.

“No grazie, io devo parlare assolutamente con il direttore, mi può annunciare per favore?”

“Ma posso sapere di cosa si tratta? Magari la faccio parlare con il vicedirettore che attualmente è libero da impegni con i clienti”

“No giovanotto. Io devo parlare con il direttore! È una questione personale di grande importanza”

L’impiegato non ebbe altri argomenti da opporre, per cui fu costretto, dopo una serie di sguardi a destra e sinistra e finte telefonate, a riferire al direttore di quel visitatore così insistente.

“Prego si accomodi da questa parte” poi disse dopo un po’, e lo condusse per lunghi corridoi, tappezzati di moquette sul pavimento e sulle pareti, immersi nel silenzio più assoluto, sino a giungere alla porta giusta. Quel tale fu introdotto nello studio del dirigente, che lo accolse con garbo e lo fece accomodare. Sulla grande scrivania, in una grossa ciotola di porcellana, c’era un bel mucchio di bonbons dai colori assortiti. Il direttore gli fece cenno di gradirne qualcuno, ma non venne ascoltato.

“Cosa posso fare per lei, Signor…?

“Molinari, Tiberio Molinari. Ecco io vengo a chiederle un’informazione riservata. Vorrei sapere se posso aprire un conto corrente all’estero”

“Ma certo che lo può fare. Ormai è tanto tempo che la normativa lo consente. Ma non mi ha detto il motivo di questa scelta e dove vorrebbe aprire questo conto”

“Nel Banco del regno dei cieli” rispose con molta serietà.

Stupito, impreparato, il direttore capì che si trovava dinanzi ad una persona fuori dal comune, probabilmente con qualche problema di salute mentale. Desideroso di uscire alla svelta da quella situazione, si sforzò di tenere un atteggiamento serio per non offendere ed irritare chi gli stava davanti, poi, stando al gioco, disse:” E quanto vorrebbe versare su questo conto?”

“Vorrei cominciare con qualche piccola opera buona, poi si vedrà”

“Cioè su questo conto lei non verserà denaro ma solo opere di bene, è così?”

“Proprio così. Ha compreso perfettamente. Vede, cosa me ne faccio dei soldi se poi, quanto prima, li dovrò lasciare tutti agli eredi, che se li godranno al posto mio? Cosa ci guadagno? Invece se compirò qualche buona opera, verserò il merito su questo conto celeste e quando verrà il momento spero che Qualcuno terrà pur conto di quanto ho fatto!”

“Comprendo perfettamente!”

Il direttore rimase impietrito. Riconobbe che il ragionamento del signor Molinari non faceva una grinza. Ad un tratto crollarono tutte le sue certezze, vide la sua carriera in pericolo, si rese conto di aver vissuto una vita all’impronta della vanità. Si alzò, invitò il cliente verso il distributore delle bevande e disse: “Signor Molinari mi ha convinto, ci facciamo un caffè? Oggi offro io, come primo versamento! Poi la farò accompagnare da un mio amico monsignore, che abita in una parrocchia qui vicino e che l’aiuterà meglio di me a realizzare il suo desiderio”. Preso il caffè uscirono entrambi imboccando strade diverse. Anche il direttore uscì infatti, in solitudine, per prendere una boccata d’aria e riflettere.

Francesco Grano – 9 agosto 2022

PIANETA, I CARE

Mangrovia

È la parola d’ordine del nostro tempo. E noi? Facciamo qualcosa per aiutare la natura, anche piccoli gesti quotidiani, che assieme a quelli degli altri potranno dare beneficio alla nostra madre Terra!

 Vi racconto un piccolo episodio: stamattina ho piantato un albero in Kenia! È una mangrovia che la Eden reforestation projects, incaricata da Microsoft, ha piantato per mio conto dandole il numero 131595. E’ una goccia nel mare, ma il mare è composto da tante gocce ed ognuna ha la sua importanza.

Ooh! Oggi mi sento meglio!

Recensione

Pubblicato su Amazon

Cinque racconti fantastici più uno – di Umberto Cavallini

La recensione di oggi ha per oggetto un libro fantastico, una serie di racconti che contengono mistero, esoterismo, sogno, realtà, il tutto mescolato con grande bravura, nel dipanarsi di sei storie avvincenti. Quando si è finito di leggere un racconto viene da chiedersi: e allora? E’ finito così o c’è un seguito? Il sogno è svanito? Oppure è la realtà, troppo nuda e cruda, che non si vorrebbe accettare?

La cortina impenetrabile ed opaca tra mondo reale e mondo parallelo, a volte presenta piccole crepe, attraverso le quali filtra la luce di un altro universo popolato da persone semplici e amorevoli. Sogno o realtà il confine è molto labile. Le trame risultano piacevoli, scorrevoli, si seguono con interesse. Alcune di essere potrebbero essere sviluppate per dare vita ad opere noir di maggiore ampiezza. Ne consiglio la lettura.

Il libro è reperibile su Amazon

X Agosto

Photo by Matheus Bertelli on Pexels.com

Per la poesia del mese di agosto scelgo questa di Giovanni Pascoli, che ricordo con molto piacere di averla studiata da ragazzo.

X Agosto

San Lorenzo, Io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli

Gruppo Pianeta Books

gruppo letterario

Da oggi inizia la mia collaborazione su Facebook al “Gruppo Pianeta Books Presentiamo il tuo libro” come moderatore. E’ un gruppo letterario giovane e dinamico, con tante belle idee in cantiere e tanta voglia di cultura.

Gli autori possono presentare le loro opere senza limitazioni, salvo quelle previste dal regolamento, possono fare spam ogni giorno.

Invito gli amici che mi seguono a chiedere l’iscrizione al gruppo. Non costa niente e permette aggiornamenti gratuiti.

Recensione

Vi parlo oggi di due romanzi scritti e da poco pubblicati dalla Dottoressa Maria Eugenia Veneri. Si tratta di:

Sabbia nera e candide mani e del suo sequel Giro di vite, LuoghInteriori Edizioni.

Due storie molto diverse tra loro, con la stessa protagonista Emma Fremont, giovane donna tenace, caparbia, motivata da ideali di fratellanza e giustizia.

In “Sabbia nera e candide mani”, Emma Fremont è una giovane operatrice umanitaria dell’Onu in missione in un Paese africano immaginario, Nibadu, ma non inverosimile; è impegnata in una storia di fantapolitica che ruota attorno un problema più reale che mai: il Coltan. Per cui, finalmente, è iniziata da poco una prima campagna di Amnesty International. 

In “Giro di vite”, la stessa protagonista è impegnata a contrastare il traffico di organi e la tratta di esseri umani in un Paese di fantasia latino americano, Saoparel.

Dice l’autrice: “Ogni parola è una finestra che si spalanca, da ogni parola si può guardare dentro o guardare fuori. Ecco io credo che le parole aprano le cose e portino all’agire.
Emma è lo strumento che ho per affrontare temi che mi sono tanto cari. Le metto sulla strada ciò che di irrisolto mi circonda e su cui non smetto di interrogarmi.”

I temi trattati sono molto attuali ed interessanti, per cui ritengo che valga la pena di approfondirne la conoscenza e riflettere sui messaggi reconditi che ci vengono trasmessi dalla brava scrittrice.

Ode al giorno felice

fiori di luglio (foto propria)

Per il mese di luglio vi propongo questa poesia di Neruda, che esprime un senso pieno di felicità, nonostante tutto quello che oggi accade. Vuole esorcizzare la malasorte, le brutture della guerra, le difficoltà sanitarie, la povertà crescente, la scarsa attenzione, quasi indifferenza, ai problemi climatici, le menzogne e la malafede. E’ una voglia di speranza!

Ode al giorno felice (di Pablo Neruda)

“Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.”

Il treno fischia sempre

treno storico linea Novara Sizzano (foto propria)

Seduto in veranda, al fresco dell’alba, a sorbire il caffè appena preparato, vedo in lontananza un treno passare veloce. Silenzio nell’aria interrotto dal rumore del convoglio, che già trasporta persone dirette al lavoro, a scuola, agli affari, agli affetti.

Due anime viaggiano sullo stesso treno: Kor e An. Fanno parte della stessa persona, convivono bene, anche se non la pensano allo stesso modo. Kor è istintiva, corporale, concreta, non conosce regole. An è regolata dalle leggi, convenzioni, ragione. A volte le due anime si trovano d’accordo, ma molto spesso An è costretta a redarguire Kor che si sente libera di pensare ciò che vuole, senza limiti. Ma entrambe hanno bisogno l’una dell’altra per esistere.

Le ferie sono sacre

(foto by fgrano)

Un breve racconto su un tema tanto importante: le ferie.

Le ferie sono sacre

Primo agosto di qualche anno fa, inizio di un periodo di ferie programmato da tempo, da trascorrere al mare in Calabria con la famiglia.

Le fatiche del viaggio di circa 1200 chilometri, percorsi in auto da Novara con poche interruzioni, furono annullate quel mattino da un salutare bagno in mare. C’erano le premesse per una bella vacanza rilassante dopo tanto lavoro, ma a volte il destino gioca brutti scherzi coinvolgendo tante persone in maniera diretta ed indiretta, originando situazioni paradossali.

Munito di berretto e t-shirt tropicale, tornavo con passo lento verso la mia villetta, intento a fare una doccia in giardino prima del pranzo, non feci in tempo ad addentare la mela verde e rossa, che pendeva dall’albero sopra di me, che mia moglie, mi avvisò di una telefonata appena giunta dall’ufficio. Sorpreso e un po’ irritato, richiamai subito. Era la segretaria del direttore che mi riferiva perentorie istruzioni superiori. Dovevo prendere il primo aereo e tornare subito a Novara in quanto era accaduto un fatto molto grave. Quella mattina il responsabile di una delle nostre filiali non si era presentato al lavoro, era scomparso, causando notevoli difficoltà gestionali. In qualità di sovraintendente io dovevo collaborare con gli ispettori, che venivano apposta da Milano per far luce sull’accaduto.

Inferocito e sbigottito, cercai di telefonare alla segretaria del funzionario assente, ma invano. Era in ferie anche lei per una settimana e non aveva lasciato un recapito. Non mi restava che preparare un piccolo bagaglio e prenotare un volo per Milano per il mattino successivo.

Nei giorni seguenti il lavoro investigativo non portò al riscontro di irregolarità amministrative gravi, ammanchi di cassa o altro. Era tutto in ordine, ma il responsabile non si faceva vivo e nessuno aveva idea di cosa fosse accaduto. Solo mesi dopo si seppe di una crisi esistenziale che aveva portato il poveretto a cambiare vita e trasferirsi in Etiopia come volontario. L’azienda provvide in breve a nominare un sostituto temporaneo.

Il fatto increscioso e fuori dal comune ebbe dei risvolti imprevedibili.

Per quanto mi riguarda, a parte la spiacevole interruzione delle ferie, trassi vantaggio dal disguido, poichè in quella occasione ebbi modo di conoscere dei funzionari altolocati della mia azienda, i quali poco tempo dopo si ricordarono di me e mi offrirono un incarico direttivo di prestigio.

L’altro avvenimento fu che ad aprile dell’anno successivo, nove mesi dopo, la segretaria di quella filiale, partorì una bambina. La donna conviveva con un compagno. Parve tutto regolare e nessuno fece caso ad un neo sul sopracciglio destro della neonata che, guarda la combinazione(!), aveva anche il funzionario scomparso, proprio allo stesso posto. Rimase il dubbio di una fugace relazione clandestina tra i due. In questi casi qualcuno chiama in causa il destino, ma quasi sempre il destino lo costruiamo noi.

©Francesco Grano

18 giugno 2022