Problematiche editoriali

in risposta all’ottimo articolo “Un piano completo per l’editoria libraria: problemi e soluzioni degli stessi” pubblicato sul blog: recensoresite.wordpress.com:

Trovo interessante l’articolo e, pur essendo ultimo arrivato in questo mondo della carta stampata, dilettante “allo sbaraglio” senza velleità di raggiungere notorietà o altri vantaggi, mi sento coinvolto abbastanza, tanto da desiderare di esprimere la mia opinione.

Ho letto attentamente l’elaborato. Sul tema dei problemi è stato messo l’accento sulla scarsità dei lettori/acquirenti di libri. Mi riferisco ai libri cartacei. Ritengo che la gente legga poco per due motivi principali:

1) l’educazione alla lettura, che non viene insegnata ai ragazzi, sin dall’età infantile, né dalle famiglie né dalla scuola;

 2) dal prezzo del libro, che potrebbe essere ben inferiore al prezzo medio attuale, se non fosse necessario utilizzare carta, formato, illustrazioni di qualità medio alte, che influiscono notevolmente sul prezzo finale. Ricordate i libretti tascabili della BUR che tanti anni fa, pubblicati senza fronzoli, senza copertine patinate, permettevano a tutti, al prezzo di 100 lire, di gustare i classici della letteratura? Ebbero un successo strepitoso. Oggi ci sono gli ebook che costano poco, ma non hanno confronto efficace con la carta stampata e presentano altri svantaggi.

Sul prezzo del libro è stato anche osservato che influiscono molto le spese di distribuzione (in effetti il 60% mi sembra troppo, ma penso che si possano trovare delle soluzioni) È chiaro che l’editore, che è il vero imprenditore, non ha convenienza ad investire in modo generalizzato. Cercherà di scovare l’autore brillante e sconosciuto, giovane e con buoni agganci, in modo da lanciarlo e godere di lunghi e lauti profitti sulle sue opere, lavorando quindi sulla quantità di libri venduti piuttosto che sulla qualità.

È il ragionamento logico di un editore odierno, il cui fine è solo il lucro. Solo se egli possedesse un congruo patrimonio tale da considerare l’editoria come un ottimo passatempo, potremmo avere dei mecenati disposti ad investire sulla Cultura, senza attendere ritorni economici: ma è molto raro imbattersi in questi personaggi!  

Sull’argomento della scarsità di acquirenti aggiungo un altro elemento moderno: la pirateria. È un problema che si va diffondendo molto e non riguarda solo i libri in formato digitale ma anche i cartacei. Qui sarà necessaria l’azione legislativa a tutela di autori ed editori, i quali perdono una discreta e crescente quota di vendite regolari, con danno anche per l’Erario.

Tra i problemi è indicato anche l’eccesso di libri autoprodotti.

Secondo me questo è un falso problema in quanto il mercato provvede ad emarginare i prodotti non validi se non sono sostenuti da campagne pubblicitarie ad alto costo, che un autore di questo genere non può permettersi. D’altra parte, quando un autore scrive un libro, lo presenta ad editori vari, i quali per i ragionamenti fatti sopra non lo prendono in considerazione per motivi di convenienza economica, può seguire due strade: a) rimettere nel cassetto il manoscritto e dimenticarsene; b) autopubblicarlo, non per conseguire vantaggi economici, ma principalmente per fissare sulla carta e far conoscere pensieri, fantasie, sfoghi personali, che possono trovare consenso e attenzione in un pubblico anche di soli 25 lettori!

Sono invece d’accordo nel dover evitare le pubblicazioni da parte di editori a proprie spese.

Per quanto riguarda i provvedimenti proposti per risolvere o ridimensionare i problemi sono in linea di massima d’accordo su tutto, anzi sarei più drastico sulla selezione degli insegnanti di lettere, veri formatori dei ragazzi. Sarebbe auspicabile sottoporre i futuri insegnanti a corsi “seri” di formazione con tanto di esame non solo su nozioni di letteratura, che tutti possono imparare, ma sulle capacità pedagogiche e relazionali. Solo dopo aver superato questo scoglio l’insegnante potrebbe essere avviato all’incarico.

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