Un giovane occitano , cap. 3

pigne e ghiande (fg)

Cap. 3 – L’incontro con Marianna

I lavori di costruzione erano veramente pesanti ma Rosario, con i suoi modi educati era riuscito a conquistare le simpatie dei superiori. Erano frequenti i contatti tra i militari e la popolazione civile per esigenze di approvvigionamento di beni alimentari, per cui giornalmente i militari si recavano in paese o nelle frazioni vicine per comprare del pane o formaggi e altro. 

Fu così che Rosario, spesso prescelto per ritirare beni alimentari, incontrò Marianna, figlia del casaro che forniva con regolarità formaggi agli alpini. La ragazza, diciottenne, era sposata da poco tempo con un compaesano della stessa sua comunità walser. Il marito, Vincent, di tre anni maggiore di lei, pascolava le caprette in estate sulle alture vicine, mentre nelle altre stagioni aiutava i suoceri e la moglie nella produzione e stagionatura dei formaggi. 

Rosario e Marianna si capirono subito, sin dal primo giorno in cui si conobbero. Lui le parlava occitano, lei rispondeva walser, ma si intendevano benissimo, anzi tra di loro era nato quasi un gioco, quello di trovare vocaboli arcaici, sconosciuti, da scoprire ed interpretare. Poi Rosario era ansioso di conoscere la storia delle minoranze etniche e linguistiche di quelle zone, per acquisire maggiori informazioni sul popolo degli occitani, per cui si dilungava spesso con Marianna ed altra gente del posto allo scopo di raccogliere confidenze, aneddoti, leggende su quelle popolazioni.

Venne la primavera del 1915. L’Italia entrò in guerra quel lontano 24 maggio ed il marito di Marianna, Vincent, a ventidue anni già considerato militare esperto, fu tra i primi fanti ad essere inviato al fronte a combattere gli austriaci. Rosario continuò ad essere impiegato nella costruzione della strada alpina, ritenuta strategica per raggiungere il confine svizzero. Il giovane occitano si trovò più spesso a frequentare la ragazza walser. A poco a poco emerse un sentimento reciproco di attrazione, tenuto sino ad allora sotto controllo, benché nato sin dal primo incontro. La solitudine li avvicinò, il bisogno vicendevole di conforto si fece sempre più intenso sino a quando accadde l’irreparabile. Marianna, rimase incinta, e ovviamente tenne ben segreta la notizia verso tutti meno che con Rosario. Il marito, tornato a casa sei mesi dopo la partenza per una breve licenza premio di tre giorni, non si accorse dello stato interessante della moglie, essendo ancora alle prime settimane di gravidanza.

Intanto la guerra, che nelle previsioni doveva concludersi in poco tempo, procedeva con sforzi enormi dell’esercito italiano. Fu necessario mandare al fronte più soldati del previsto, per cui anche Rosario venne trasferito sui monti del Carso. 

Fu allora che nacque la corrispondenza epistolare tra i due giovani amanti. Lui chiedeva con insistenza e apprensione notizie della maternità, esprimeva sentimenti di tenerezza verso quella creatura, che sarebbe nata in sua assenza, ma non sappiamo quali furono le risposte di Marianna. Un brutto giorno del 1916 la corrispondenza si interruppe.  Una potente granata austriaca frantumò i sogni del giovane Rosario, dilaniando il suo corpo sul campo di battaglia. Due anni dopo, alla fine della guerra, Vincent ebbe la fortuna di tornare a casa, con una ferita ad un braccio ma almeno vivo e vegeto, dove lo accolsero la moglie e la piccola Lorena di due anni, di cui aveva saputo la nascita ma che non conosceva ancora.

Marianna tenne nascosto a tutti il suo grande segreto, quella passione travolgente con quel ragazzone occitano che le parlava di poesia e letteratura, di storia e religione, che aveva abbracciato, amandolo, in un momento di solitudine, ma senza alcun rimpianto.

Lei conservò tutte le sue lettere come un cimelio sacro ed importante. Ma doveva nasconderle bene e, durante i lavori di costruzione per l’ampliamento della casa dove abitava, Marianna riuscì ad infilare la grossa busta in uno dei pilastri di pietre, dove rimase per tanti anni, più di un secolo, senza essere mai scoperta, sino al giorno in cui venne trovata dagli operai di Adalgisa.

(continua)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.