Recensione

Vi parlo oggi di due romanzi scritti e da poco pubblicati dalla Dottoressa Maria Eugenia Veneri. Si tratta di:

Sabbia nera e candide mani e del suo sequel Giro di vite, LuoghInteriori Edizioni.

Due storie molto diverse tra loro, con la stessa protagonista Emma Fremont, giovane donna tenace, caparbia, motivata da ideali di fratellanza e giustizia.

In “Sabbia nera e candide mani”, Emma Fremont è una giovane operatrice umanitaria dell’Onu in missione in un Paese africano immaginario, Nibadu, ma non inverosimile; è impegnata in una storia di fantapolitica che ruota attorno un problema più reale che mai: il Coltan. Per cui, finalmente, è iniziata da poco una prima campagna di Amnesty International. 

In “Giro di vite”, la stessa protagonista è impegnata a contrastare il traffico di organi e la tratta di esseri umani in un Paese di fantasia latino americano, Saoparel.

Dice l’autrice: “Ogni parola è una finestra che si spalanca, da ogni parola si può guardare dentro o guardare fuori. Ecco io credo che le parole aprano le cose e portino all’agire.
Emma è lo strumento che ho per affrontare temi che mi sono tanto cari. Le metto sulla strada ciò che di irrisolto mi circonda e su cui non smetto di interrogarmi.”

I temi trattati sono molto attuali ed interessanti, per cui ritengo che valga la pena di approfondirne la conoscenza e riflettere sui messaggi reconditi che ci vengono trasmessi dalla brava scrittrice.

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