Il conto all’estero

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In questo racconto di mezza estate vi narro un sogno.

Ho sognato di trovarmi nel salone di una banca ed all’improvviso ho visto entrare un uomo anziano, curato, distinto che si è avvicinato all’impiegato dell’ufficio”accoglienza clienti” e ha chiesto di parlare con il direttore.

“In questo momento il direttore è molto impegnato, posso esserle utile io?” disse quello cercando di farlo desistere.

“No grazie, io devo parlare assolutamente con il direttore, mi può annunciare per favore?”

“Ma posso sapere di cosa si tratta? Magari la faccio parlare con il vicedirettore che attualmente è libero da impegni con i clienti”

“No giovanotto. Io devo parlare con il direttore! È una questione personale di grande importanza”

L’impiegato non ebbe altri argomenti da opporre, per cui fu costretto, dopo una serie di sguardi a destra e sinistra e finte telefonate, a riferire al direttore di quel visitatore così insistente.

“Prego si accomodi da questa parte” poi disse dopo un po’, e lo condusse per lunghi corridoi, tappezzati di moquette sul pavimento e sulle pareti, immersi nel silenzio più assoluto, sino a giungere alla porta giusta. Quel tale fu introdotto nello studio del dirigente, che lo accolse con garbo e lo fece accomodare. Sulla grande scrivania, in una grossa ciotola di porcellana, c’era un bel mucchio di bonbons dai colori assortiti. Il direttore gli fece cenno di gradirne qualcuno, ma non venne ascoltato.

“Cosa posso fare per lei, Signor…?

“Molinari, Tiberio Molinari. Ecco io vengo a chiederle un’informazione riservata. Vorrei sapere se posso aprire un conto corrente all’estero”

“Ma certo che lo può fare. Ormai è tanto tempo che la normativa lo consente. Ma non mi ha detto il motivo di questa scelta e dove vorrebbe aprire questo conto”

“Nel Banco del regno dei cieli” rispose con molta serietà.

Stupito, impreparato, il direttore capì che si trovava dinanzi ad una persona fuori dal comune, probabilmente con qualche problema di salute mentale. Desideroso di uscire alla svelta da quella situazione, si sforzò di tenere un atteggiamento serio per non offendere ed irritare chi gli stava davanti, poi, stando al gioco, disse:” E quanto vorrebbe versare su questo conto?”

“Vorrei cominciare con qualche piccola opera buona, poi si vedrà”

“Cioè su questo conto lei non verserà denaro ma solo opere di bene, è così?”

“Proprio così. Ha compreso perfettamente. Vede, cosa me ne faccio dei soldi se poi, quanto prima, li dovrò lasciare tutti agli eredi, che se li godranno al posto mio? Cosa ci guadagno? Invece se compirò qualche buona opera, verserò il merito su questo conto celeste e quando verrà il momento spero che Qualcuno terrà pur conto di quanto ho fatto!”

“Comprendo perfettamente!”

Il direttore rimase impietrito. Riconobbe che il ragionamento del signor Molinari non faceva una grinza. Ad un tratto crollarono tutte le sue certezze, vide la sua carriera in pericolo, si rese conto di aver vissuto una vita all’impronta della vanità. Si alzò, invitò il cliente verso il distributore delle bevande e disse: “Signor Molinari mi ha convinto, ci facciamo un caffè? Oggi offro io, come primo versamento! Poi la farò accompagnare da un mio amico monsignore, che abita in una parrocchia qui vicino e che l’aiuterà meglio di me a realizzare il suo desiderio”. Preso il caffè uscirono entrambi imboccando strade diverse. Anche il direttore uscì infatti, in solitudine, per prendere una boccata d’aria e riflettere.

Francesco Grano – 9 agosto 2022

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