Intervista a Giuditta, una ragazza casual

Dopo la pubblicazione del romanzo ho immaginato di rivolgere delle domande a Giuditta, la protagonista del libro, ed ecco il testo dell’intervista virtuale.

Domande

  • D: Giuditta, perché hai scelto di studiare Scenografia in Accademia?
  • R: “I miei volevano che diventassi un avvocato, ma io preferivo il disegno, mi divertiva di più, e così ho scelto l’Accademia, contro il desiderio dei genitori.”
  • D: Perché hai lavorato in un’agenzia immobiliare?
  • R: “Il lavoro di consulente immobiliare fu il primo impiego che trovai e che accettai senza esitazione per rendermi indipendente, in attesa di trovare un lavoro più aderente ai miei studi. L’ho trovato un lavoro piacevole, professionale, che ho svolto in piena libertà.”
  • D: Alla fine del capitolo della festa del carnevale racconti che ti sei trovata a disagio. Ti sei pentita di aver partecipato a quella festa in hotel?
  • R: “Mi sono pentita moltissimo. Ho sempre presente la vergogna provata quando il cavaliere mascherato mi infilò dei soldi nel reggiseno, senza che io avessi il coraggio di reagire”.
  • D: Hai valutato i rischi della nuova attività di hostess/segretaria durante i weekend in albergo?
  • R: “L’attività di hostess/segretaria in hotel mi sembrava lecita e con rischi controllabili. Anche mia madre ne era al corrente ed era serena. Quel lavoro dei fine settimana mi dava modo di guadagnare molto bene ed inoltre potevo conoscere tante persone importanti”.
  • D: Come ti sei sentita quando la tua migliore amica ha cambiato atteggiamento verso di te?
  • R: “Silvana è stata per me una grossa delusione. La consideravo la mia migliore amica, una sorella maggiore, la confidente di ogni segreto, ed invece al primo disguido, senza mia colpa, diventò una rivale, una nemica acerrima, caustica ed invidiosa. È stata un’esperienza che mi ha fatto maturare”.
  • D: Parliamo dell’episodio della violenza che purtroppo hai subito. Oggi reagiresti allo stesso modo?
  • R: “L’episodio della violenza è purtroppo una ferita ancora aperta e dolorosa. Non riesco ad accettarla. Provo risentimento nei confronti di chi ha abusato di me e che non conosco perché sono stata narcotizzata. Molti mi hanno detto che al mio posto avrebbero sporto denuncia. Io non lo feci e forse sbagliai. Visto il male che mi hanno fatto, oggi agirei diversamente”.
  • D: Nel libro hai parlato spesso di sogni. Ce n’è uno in particolare che ricordi con piacere?
  • R: “E’ bello sognare. I sogni sono la parte più bella della mia vita. Non potrei farne a meno. Il sogno che ricordo con più piacere è quello fatto in crociera, raccontato alla fine del libro. Mi diverte molto e mi fa ancora sognare ad occhi aperti”.

Ricordo che Il libro è reperibile in promozione sino al 15 gennaio ‘23 sul sito: www.artielettereitaliane.it

Oltre che presso gli stores online (Youcanprint.it; Amazon.it, ecc.)

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