Il cuore con la punta in su

Racconto paranormale di un incontro forse casuale. Giorgio quella mattina era maledettamente in ritardo. Il traffico della città a volte è snervante, non si riesce a fare un passo senza che ci sia un intoppo, e capitò proprio quel giorno che lui si doveva recare in Catasto per una pratica urgente. Doveva presentarsi ad uno sportello che restava aperto solo due ore e lui ne aveva già consumato una nelle problematiche del traffico e del parcheggio. Quando, superati tutti i controlli di sicurezza, finalmente arrivò dinanzi all’impiegato si vide respingere la domanda che voleva presentare perché mancavano le marche da bollo. Accidenti! Era vero. Mancavano le marche, barriera insormontabile senza la quale nulla si muoveva. 

Uscì di corsa dagli uffici e si mise alla ricerca di un tabaccaio. Ricordava di averne visto tempo fa uno nei paraggi con bar annesso, quindi a passo spedito si mise alla ricerca della rivendita.  Scorse l’insegna da lontano e, sollevato, allungò il passo, pressato dal tempo che correva. Nella tabaccheria vi era una bella signora, calma e gentile, che gli diede subito le marche da bollo che desiderava, senza fargli perdere tempo. Giorgio, dimenticando per un attimo la fretta, involontariamente si soffermò a guardare con attenzione la collana della signora. Su una maglia bianca leggermente scollata pendeva un filo d’argento che terminava con un ciondolo a forma di piccolo cuore. Nulla di particolare, se non che quel cuore pendente aveva la punta rivolta verso l’alto. Il fatto lo incuriosì e Giorgio perse qualche secondo a fissare quel ciondolo. Pagò il conto, uscì di corsa per raggiungere nuovamente lo sportello del Catasto prima che chiudesse i battenti. Mentre camminava il pensiero tornò curiosamente a quel ciondolo, domandandosi il perché di quell’anomalia. Era una casualità oppure aveva un significato nascosto, oppure era un richiamo verso un qualcosa di sconosciuto?

Giorgio seguì l’istinto. Terminata la commissione, tornò verso la tabaccheria con la scusa di prendere un caffè al bar nello stesso locale. Era incuriosito e desiderava rivedere la signora, ma gli andò male. Quella donna non c’era più. Al suo posto un anziano baffuto confabulava con dei clienti attorno a dei biglietti della lotteria istantanea. Consumò con molta calma il suo caffè, sperando invano di rivedere la persona che cercava, poi uscì, deluso, avviando nella mente tanti ragionamenti ed ipotesi su quel fatto curioso. Quel cuore a punta in su lo aveva stregato ed anche nei giorni seguenti, pur non avendone necessità, quando poteva deviava il suo cammino ed entrava in quel bar con i motivi più banali, con il pensiero segreto di incontrare di nuovo la bella signora.

Finché pochi giorni dopo accadde un altro fatto strano. Giorgio tornò nel famoso bar per prendere il solito caffè. Mentre aspettava che il barman glielo preparasse, vide sullo sgabello accanto al suo il giornale locale messo a disposizione dei clienti. Lo aprì e nella cronaca cittadina, tra i necrologi, vide l’immagine della signora che lui cercava, deceduta un mese prima. Aveva un bel viso, sereno, sorridente. Rimase esterrefatto. Indicò la foto al barman chiedendo se nel locale conoscevano quella donna, ma né lui né altri che nel frattempo si avvicinarono, dissero di averla mai vista prima. Lesse e rilesse quell’annuncio sul giornale. Ora conosceva il suo nome e cognome, la data di nascita e quella della sua morte ma non capiva il senso di quello strano incontro, se c’era stato veramente, perché ora veniva pure il dubbio che si fosse trattato di allucinazione. Ma no! Le marche le aveva veramente acquistate. Aveva veramente visto quella bella figura femminile con il ciondolo particolare. Rimase sempre in sospeso l’interrogativo sul significato di quella coincidenza paranormale ed il senso segreto di quel cuore con la punta rivolta in su. Da quel giorno Giorgio non tornò più in quel locale ma spesso gli capitò di ritornarci con la memoria, con la speranza di capirci qualcosa.

©Francesco Grano – vietata la riproduzione.

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