In memoria dell’11 settembre

Torri gemelle New York prima dell’11 settembre 2001

Non posso tacere su quanto accaduto venti anni fa l’11 settembre 2001. È una di quelle date che restano nella memoria di chi c’era in quel giorno e che verrà ricordata per tanto e tanto tempo a venire dalle generazioni future perché ha segnato un’epoca. Mi fermo per ricordare. Dov’ero quel giorno? E cosa facevo? Lo ricordiamo tutti. Io ero in ufficio, al primo pomeriggio, chiuso nella mia stanza e ricordo che di momento in momento venivano da me i colleghi allarmati per informarmi sulle notizie che arrivavano da New York. All’inizio nessuno di noi ci voleva credere, sembrava una notizia inverosimile. Poi giungevano dettagli e sviluppi negativi sino alla notizia del crollo delle due torri gemelle, simbolo della città. Ci fermammo e guardandoci negli occhi fummo pervasi da sentimenti di sgomento, rabbia, panico, dolore profondo per le vittime, le famiglie e tutti quelli che vennero coinvolti, colpiti, innocenti, da una sciagura immane voluta dall’uomo.

Ancora oggi e in qualunque momento dell’anno, ricordando la tragedia, un velo nero di tristezza avvolge il nostro cuore. Non possiamo dimenticare. Dobbiamo solo sperare che i nostri figli non debbano mai più assistere a fatti del genere.

E’ nata Cristina Grano

foto fgrano

La dottoressa Silvana uscì con gran premura dalla sala parto, le mani coperte da guanti, e nel corridoio disse ad alta voce alle persone in attesa:

-È un maschio di 2,8 kg!! È lei il padre? – rivolgendosi ad Umberto, genitore emozionato in evidente stato di trepidazione, che nervosamente maltrattava le sue mani –

-Veramente… non so – balbettò lui visibilmente impacciato, – aspettavo una bambina!!-

– Ah!! È così? Allora lei aspettava una femmina ed invece è nato un maschio. Voi padri non siete mai contenti! C’è chi vuole il maschio a tutti i costi e lei invece vuole la femmina!!-

– Ma, scusi, le analisi, le ecografie, la morfologica, avevano tutte confermato che si trattava di una femmina presumibilmente di oltre 3 kg, ed ora ci troviamo con la sorpresa di un maschio. Con tutti i soldi che abbiamo speso per la cameretta ed il corredino rosa, tutto da rifare! Lo accetto senz’altro, sia chiaro, ma qualcuno deve prendersi la responsabilità di quest’errore! –

La dottoressa ridacchiando sorniona, ma senza farsi accorgere, non tirò oltre la corda, fece marcia indietro e rientrando nella sala parto disse: – per sua soddisfazione ritorno per verificare! –

Il tempo di chiudere la porta la riaprì subito e ne uscì dicendo: – Ha ragione lei: è una femmina di 4,230 kg. di nome Cristina. Contento? Mi scusi per lo scherzo che le fo fatto ma mi piaceva tanto vedere la sua reazione!

Sulla risposta del papà e degli altri presenti sorvoliamo.

Cara Cristina, questo è stato il tuo ingresso nella nostra vita, in una atmosfera giocosa, burlona, come hai iniziato a fare sin dall’inizio spiazzando tutti noi.

Sei una farfalla venuta dall’est, in parte dalla lontana Pannonia, arrivata a tarda primavera, leggera, decisa, ferma nel carattere.

Approdata sulle nostre dolci colline baciate dal sole, innamorata di arte, luce, bellezza. Perfezionista come sei, hai atteso stamattina la conclusione dell’eclisse anulare di sole, per nascere alle 12,48 in piena luce, senza ombre. Sarai sicuramente una persona fortunata e di grande intelligenza.

Noi tutti ti abbiamo atteso e desiderato tanto ed ora, incantati, non smettiamo di studiare i tuoi tratti, il colore degli occhi, dei capelli, per individuare somiglianze, ecc.

Prego, accomodati, sei la benvenuta tra noi, e ricorda che ci sono due cuginetti, Laura e Matteo, che ti stanno aspettando per giocare con loro.

Una rosa per le vittime di Stresa

rosa rossa (foto propria)

E’ un pensiero che rivolgo alle povere vittime del terribile incidente di oggi alla funivia di Stresa. Restiamo tutti attoniti e senza parole dinanzi ad una sciagura che ha coinvolto tante persone innocenti, desiderose di trascorrere finalmente, dopo tante privazioni, una bella domenica fuori, all’aperto, al sole. Riposino in pace. Noi speriamo solo di conoscere al più presto la piena verità sulla vicenda.