Festa dei nonni

fiabe per bimbi e genitori

Domenica 2 ottobre sarà la festa dei nonni. E loro? Come risponderanno ai nipotini? Suggerisco di regalare FIABELLE, un bel libro di fiabe riccamente illustrato, con copertina morbida, composto da dodici nuove storie, 76 pagine, da me scritte per i piccoli ed i genitori. (Una delle fiabe è stata premiata a Lucca in un concorso letterario).

Lo potete ordinare sul sito youcanprint.it https://www.youcanprint.it/fiabelle/b/a4eb6c49-b3ad-56d1-8f01-b0350295de15 , oppure su Amazon o altri stores online.

Il conto all’estero

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In questo racconto di mezza estate vi narro un sogno.

Ho sognato di trovarmi nel salone di una banca ed all’improvviso ho visto entrare un uomo anziano, curato, distinto che si è avvicinato all’impiegato dell’ufficio”accoglienza clienti” e ha chiesto di parlare con il direttore.

“In questo momento il direttore è molto impegnato, posso esserle utile io?” disse quello cercando di farlo desistere.

“No grazie, io devo parlare assolutamente con il direttore, mi può annunciare per favore?”

“Ma posso sapere di cosa si tratta? Magari la faccio parlare con il vicedirettore che attualmente è libero da impegni con i clienti”

“No giovanotto. Io devo parlare con il direttore! È una questione personale di grande importanza”

L’impiegato non ebbe altri argomenti da opporre, per cui fu costretto, dopo una serie di sguardi a destra e sinistra e finte telefonate, a riferire al direttore di quel visitatore così insistente.

“Prego si accomodi da questa parte” poi disse dopo un po’, e lo condusse per lunghi corridoi, tappezzati di moquette sul pavimento e sulle pareti, immersi nel silenzio più assoluto, sino a giungere alla porta giusta. Quel tale fu introdotto nello studio del dirigente, che lo accolse con garbo e lo fece accomodare. Sulla grande scrivania, in una grossa ciotola di porcellana, c’era un bel mucchio di bonbons dai colori assortiti. Il direttore gli fece cenno di gradirne qualcuno, ma non venne ascoltato.

“Cosa posso fare per lei, Signor…?

“Molinari, Tiberio Molinari. Ecco io vengo a chiederle un’informazione riservata. Vorrei sapere se posso aprire un conto corrente all’estero”

“Ma certo che lo può fare. Ormai è tanto tempo che la normativa lo consente. Ma non mi ha detto il motivo di questa scelta e dove vorrebbe aprire questo conto”

“Nel Banco del regno dei cieli” rispose con molta serietà.

Stupito, impreparato, il direttore capì che si trovava dinanzi ad una persona fuori dal comune, probabilmente con qualche problema di salute mentale. Desideroso di uscire alla svelta da quella situazione, si sforzò di tenere un atteggiamento serio per non offendere ed irritare chi gli stava davanti, poi, stando al gioco, disse:” E quanto vorrebbe versare su questo conto?”

“Vorrei cominciare con qualche piccola opera buona, poi si vedrà”

“Cioè su questo conto lei non verserà denaro ma solo opere di bene, è così?”

“Proprio così. Ha compreso perfettamente. Vede, cosa me ne faccio dei soldi se poi, quanto prima, li dovrò lasciare tutti agli eredi, che se li godranno al posto mio? Cosa ci guadagno? Invece se compirò qualche buona opera, verserò il merito su questo conto celeste e quando verrà il momento spero che Qualcuno terrà pur conto di quanto ho fatto!”

“Comprendo perfettamente!”

Il direttore rimase impietrito. Riconobbe che il ragionamento del signor Molinari non faceva una grinza. Ad un tratto crollarono tutte le sue certezze, vide la sua carriera in pericolo, si rese conto di aver vissuto una vita all’impronta della vanità. Si alzò, invitò il cliente verso il distributore delle bevande e disse: “Signor Molinari mi ha convinto, ci facciamo un caffè? Oggi offro io, come primo versamento! Poi la farò accompagnare da un mio amico monsignore, che abita in una parrocchia qui vicino e che l’aiuterà meglio di me a realizzare il suo desiderio”. Preso il caffè uscirono entrambi imboccando strade diverse. Anche il direttore uscì infatti, in solitudine, per prendere una boccata d’aria e riflettere.

Francesco Grano – 9 agosto 2022

Il treno fischia sempre

treno storico linea Novara Sizzano (foto propria)

Seduto in veranda, al fresco dell’alba, a sorbire il caffè appena preparato, vedo in lontananza un treno passare veloce. Silenzio nell’aria interrotto dal rumore del convoglio, che già trasporta persone dirette al lavoro, a scuola, agli affari, agli affetti.

Due anime viaggiano sullo stesso treno: Kor e An. Fanno parte della stessa persona, convivono bene, anche se non la pensano allo stesso modo. Kor è istintiva, corporale, concreta, non conosce regole. An è regolata dalle leggi, convenzioni, ragione. A volte le due anime si trovano d’accordo, ma molto spesso An è costretta a redarguire Kor che si sente libera di pensare ciò che vuole, senza limiti. Ma entrambe hanno bisogno l’una dell’altra per esistere.

Le ferie sono sacre

(foto by fgrano)

Un breve racconto autobiografico su un tema tanto importante: le ferie.

Le ferie sono sacre

Primo agosto di qualche anno fa, inizio di un periodo di ferie programmato da tempo, da trascorrere al mare in Calabria con la famiglia.

Le fatiche del viaggio di circa 1200 chilometri, percorsi, di notte, in auto da Novara con poche interruzioni, furono cancellate quel mattino da un salutare bagno in mare. C’erano le premesse per una bella vacanza rilassante dopo tanto lavoro, ma a volte il destino gioca brutti scherzi, coinvolgendo tante persone in maniera diretta ed indiretta, originando situazioni paradossali.

Munito di berretto e t-shirt a disegno tropicale, tornavo, dopo il bagno, con passo lento verso la mia villetta, intento a fare una doccia in giardino prima del pranzo, ma non feci in tempo ad addentare la mela verde e rossa, che pendeva dall’albero sopra la mia testa, che mia moglie, mi avvisò di una telefonata appena giunta dall’ufficio. Sorpreso e un po’ irritato, richiamai subito. Era la segretaria del direttore che mi riferiva perentorie istruzioni superiori. Dovevo prendere il primo aereo e tornare subito a Novara in quanto era accaduto un fatto molto grave. Quella mattina il responsabile di una delle nostre filiali non si era presentato al lavoro, era scomparso, causando notevoli difficoltà gestionali. In qualità di sovraintendente, io dovevo collaborare con gli ispettori, che venivano apposta da Milano per far luce sull’accaduto.

Inferocito e sbigottito, cercai di telefonare alla segretaria del funzionario assente, ma invano. Era in ferie anche lei per una settimana e non aveva lasciato un recapito. Non mi restava che preparare un piccolo bagaglio e prenotare un volo per Milano per il mattino successivo.

Nei giorni seguenti il lavoro investigativo non portò al riscontro di irregolarità amministrative gravi, ammanchi di cassa o altro. Era tutto in ordine, ma il responsabile non si faceva vivo e nessuno aveva idea di cosa fosse accaduto. Solo mesi dopo si seppe di una crisi esistenziale che aveva portato il poveretto a cambiare vita e trasferirsi in Etiopia come volontario di una organizzazione umanitaria internazionale. L’azienda provvide perciò in breve a nominare un sostituto temporaneo.

Il fatto increscioso e fuori dal comune ebbe dei risvolti imprevedibili.

Per quanto mi riguarda, a parte la spiacevole interruzione delle ferie, trassi vantaggio dal disguido, poichè in quella occasione ebbi modo di conoscere dei funzionari altolocati della mia azienda, i quali poco tempo dopo si ricordarono di me e mi offrirono un incarico direttivo di prestigio.

L’altro avvenimento fu che ad aprile dell’anno successivo, nove mesi dopo, la segretaria di quella filiale (per intenderci quella che era assente per ferie al momento della scomparsa del titolare dell’ufficio), partorì una bambina. La donna conviveva con un compagno. Parve tutto regolare e nessuno fece caso ad un neo sul sopracciglio destro della neonata che, guarda la combinazione(!), aveva anche il funzionario scomparso, proprio allo stesso posto. Agli osservatori attenti rimase il dubbio di una fugace relazione clandestina tra i due. In questi casi qualcuno chiama in causa il destino, ma molto spesso il destino lo indirizziamo noi.

©Francesco Grano

18 giugno 2022

Luce sinistra in hospice

thriller

Archiviato il grande evento del Salone Internazionale del Libro di Torino, chiuso ieri con dati eccezionali di affluenza di pubblico, vi parlo oggi del mio ultimo lavoro. Si tratta di un thriller, edito dalla Casa editrice Giovane Holden Edizioni di Viareggio, pubblicato nei giorni scorsi in concomitanza con l’apertura del salone.

E’ una storia singolare che riguarda un delitto quasi perfetto, ambientato nel comune di Santa Marta (di fantasia) sulla costa laziale, scoperto grazie all’opera dei Carabinieri, principalmente del maresciallo Ranieri e della brigadiera Conforti. Il libro è reperibile presso tutte le librerie e gli store online. Chi desidera il firmacopia me ne faccia richiesta all’indirizzo email novara15@gmail.com : entro il 30 giugno 2022 spedirò il libro al solo prezzo di copertina (€ 13,oo) senza altre spese.

Intervista su Odeon tv

Giorni fa ho rilasciato un’intervista all’emittente televisiva Odeon Tv, nel corso della trasmissione “Eccellenze Italiane”, riguardante la mia attività letteraria e specificamente l’ultimo romanzo “Giuditta una ragazza casual”, autopubblicato di recente tramite la piattaforma http://www.Youcanprint.it.

Vi indico il link della trasmissione per chi volesse ascoltarla:

mentre per acquistare il libro potrete prenotarlo nelle maggiori librerie o effettuarlo direttamente a prezzo scontato, sia in formato cartaceo sia ebook, sul sito:

https://www.youcanprint.it/giuditta-una-ragazza-casual/b/2006b1fc-7a2b-5a73-bfd6-034991e0b569?

Grazie.

GIUDITTA – una ragazza casual

In occasione dell’intervista che mi ha rivolto l’emittente televisiva nazionale Odeon Tv,  che andrà in onda martedì 23 novembre alle ore 18.50 sul canale 177, nel programma Eccellenze Italiane , ho deciso di pubblicare gratuitamente il primo capitolo del recente romanzo “Giuditta – una ragazza casual”.

Lo troverete sul mio sito www.artielettereitaliane.it al link: https://sites.google.com/d/1Vp8-dRTzKabFrlojsNSLXk9NKCYeIzYB/p/1NoJgRvlE_6eWD7HTUtqKOGnR8g1Qccpw/edit

Buona visione e buona lettura.

La spina nel fianco

rosa con spine (foto fgrano)

C’era una volta una cagnolina di nome Stella, una bastardina di taglia media, bianca, con una macchia marrone tra gli occhi e sulle zampe anteriori, che viveva in campagna, in una fattoria con tre famiglie e cinque bambini da uno a sei anni. Stella aveva un carattere dolcissimo, buona, amorevole, stava bene con tutti, ma aveva un problema. Ogni volta che si avvicinava ad essa una persona con il cappello in testa, sia che si trattasse di grandi o di piccoli, conosciuti o non, scappava via ed andava a nascondersi in una legnaia, fuori dalla visuale di tutti.

I proprietari della cagnolina che l’avevano presa in affidamento alcuni anni prima da un canile conoscevano la causa di quel comportamento anomalo. Sapevano che Stella aveva ricevuto maltrattamenti molto pesanti dal vecchio proprietario, che poi l’aveva abbandonata e che la colpiva con un grosso bastone ogni volta che la vedeva, le faceva soffrire la fame e la sete. Quell’uomo malvagio indossava sempre un berretto nero.

Quella paura era rimasta impressa nella memoria di Stella, tanto che ogni volta che vedeva un uomo o bambino col cappello, lei scappava terrorizzata.

Quel ricordo era la sua spina nel fianco, ma era anche il segnale che le consentiva di evitare altri brutti incontri.

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Quanti di noi sono immuni da un fastidio simile? Chi non ha la sua spina nel fianco? Dall’ età della consapevolezza in poi, penso nessuno.

Ma in fondo anche il dolore, il turbamento, il fastidio derivanti da una esperienza negativa vissuta in passato hanno la loro fecondità  perché  consentono di non dimenticare ed inducono a stare con i piedi per terra, a configurare con certezza i limiti personali evitando illusioni, inclinano ad accettare rinunce necessarie e a volte dolorose.

Luce sinistra in hospice

Photo by Soubhagya Maharana on Pexels.com

“Luce sinistra in hospice” è il titolo provvisorio del thriller inedito che ho presentato in concorso al Premio letterario Il Giovane Holden di Viareggio, e che è risultato finalista. In attesa di decidere la pubblicazione integrale, riporto il Prologo del racconto, mentre sul sito www.artielettereitaliane.it sezione racconti troverete anche il primo capitolo

PROLOGO – Il tempo, come uno specchio, dice sempre la verità, anche se a volte ha bisogno di dilatarsi per far emergere l’aspetto reale delle cose e degli avvenimenti, ma alla fine diventa efficace come una luce, pur se sinistra. Persino la malevola pandemia può concorrere a far emergere situazioni nascoste, a dispetto della superficialità, che spesso contrasta la certezza. È questione di tempo e di buona volontà. E così a Santa Marta, tranquilla cittadina laziale, quell’anno l’impianto crematorio lavorava a pieno regime, purtroppo, per l’eccessiva mortalità, tanto da dover fare attendere i parenti interessati diversi giorni, prima di consegnare le ceneri dei loro cari defunti. Quel ritardo, però, in una occasione, si rivelò una circostanza favorevole a chi era alla ricerca della verità.Una mattina di aprile due piccole lucertole stavano immobili e molto vicine sull’orlo di una lunga e sottile crepa sul muro a godersi i primi tepori primaverili. Erano ferme sulla parete esterna della cappella dell’ospedale, esposta a mezzogiorno, già illuminata sin dalle prime ore, da un sole piacevolmente caldo. La campanella con suono chiaro e vibrante, posta sul tetto, preavvisava la cerimonia funebre che si sarebbe tenuta tra pochi minuti. La gente, silenziosa, paziente, attendeva sulpiazzale l’arrivo del feretro. In prima fila, con ampi occhiali da sole e vestiti scuri, i pochi parenti stretti e poi, dietro a loro, un gran numero di lontani parenti ed amici. La signora Marilena Bassi vedova Rossi, di anni 85, malata terminale, ricoverata da diversi mesi in ospedale nel reparto hospice per le cure palliative, era deceduta. I figli, Antonio e Rosalinda, addolorati, avevano accolto senza traumi, rassegnati, la morte della mamma perché l’avevano vista soffrire per troppo tempo a causa della lunga patologia oncologica, ed ora il trapasso l’aveva resa libera dai patimenti della malattia.Dopo il funerale il feretro venne accompagnato all’obitorio del cimitero locale dove si sarebbe proceduto nei giorni seguenti alla cremazione, come la signora aveva richiesto espressamente, ma in quel periodo, come già detto, bisognava attendere più del dovuto per avere l’urna con le ceneri.

GIUDITTA- una ragazza casual

nuova edizione

Una edizione riveduta, migliorata nel testo, nel titolo e nella immagine di copertina, è stata pubblicata nei giorni scorsi. La storia è sempre la stessa, ma Giuditta si è rifatto il look!

Il libro è sempre disponibile sul sito http://www.youcanprint.it al link https://www.youcanprint.it/giuditta-una-ragazza-casual/b/2006b1fc-7a2b-5a73-bfd6-034991e0b569?

oppure può essere richiesto nelle maggiori librerie previa prenotazione. Se poi desiderate una copia autografata basta richiederla al sottoscritto scrivendo una mail a: novara15@gmail.com.