Fiorita di marzo

primavera 2022

Per questo mese di marzo vi propongo la seguente poesia di Ada Negri:

Fiorita di marzo

La fioritura vostra è troppo breve,
o rosei peschi, o gracili albicocchi
nudi sotto i bei petali di neve.

Troppo rapido è il passo con cui tocchi
il suolo; e al tuo passar l’erba germoglia,
o Primavera, o gioia de’ miei occhi.

Mentre io contemplo, ferma sulla soglia
dell’orto, il pio miracolo dei fiori,
sbocciati sulle rame senza foglia,

essi, ne’ loro tenui colori,
tremano già del vento alla carezza,
volan per l’aria densa di languori;

e se ne va così la tua bellezza,
come una nube, e come un sogno muori,
o fiorita di marzo, o Giovinezza…

Pace

Ucraina

Inizio Il mese con una citazione che ci deve fare riflettere:

“La Pace non è solo assenza di guerra!”

Ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte affinchè, intanto, cessino le attività belliche. Poi bisognerà adoperarsi per costruire la vera Pace. La gente non merita l’angoscia, le tribolazioni, le ferite ed i morti di una guerra, di un’attività distruttiva voluta da suoi simili. Stiamo ancora soffrendo per la pandemia del Covid, per colpa di un virus, nemico invisibile, che stiamo combattendo con i vaccini, ed ecco imbatterci in azioni umane sbagliate, fallimentari, nate da disegni anacronistici di potenza, da vecchi ideali dei secoli scorsi, oggi di nessun valore.

Per favore Signori Russi fermatevi, prima che la situazione peggiori! Noi vorremmo avervi come amici al nostro fianco e non come persone ostili sul fronte opposto. Noi non vogliamo nemici!

FEBBRAIO

MIMOSA (Foto fgrano)

Per il mese di febbraio ho scelto questa bella poesia di Ungaretti:

“Ogni anno, mentre scopro che Febbraio
è sensitivo e, per pudore, torbido,
Con minuto fiorire, gialla irrompe
La mimosa. S’inquadra alla finestra

Di quella mia dimora d’una volta,
Di questa dove passo gli anni vecchi.

Mentre arrivo vicino al gran silenzio,
Segno sarà che niuna cosa muore
Se ne ritorna sempre l’apparenza?”

Giuseppe Ungaretti.

Benvenuto Marco

Cicogne – Photo by De Lemster Krant on Pexels.com

Marco mi ha preso alla sprovvista. Il mio quarto nipotino, nato stamattina in anticipo di qualche giorno sul previsto, mi ha fatto la gradita sorpresa e, all’ora del caffè, mi è giunta la notizia del suo arrivo. La mia reazione è stata euforica come quella per la nascita degli altri nipoti ma, questa volta, più composta. Colpa dell’età che avanza e che mi ha assuefatto a questi avvenimenti, pur, senza dubbio, assai importanti e di notevole valore.

Ritengo infatti che la vita è molto bella perché è viva e dà vita. La vita è essenziale! Tutto il resto, immagine di mondanità, potere, successo, ricchezza, senso di appartenenza, assume un valore secondario.

 Per questo ammiro moltissimo l’immagine del seminatore. Egli svolge uno dei lavori più belli del mondo. Quando è il momento giusto il seminatore, che ha già preparato il terreno, procede alla semina. La sua intenzione è quella di avviare un processo di trasformazione.  Nel momento in cui interra il seme inizia a sognare. Affida a quel piccolo essere un grande destino. Dopo poco tempo si saprà se il seme avrà attecchito e messo radici oppure no. Se la risposta sarà affermativa comincerà il viaggio, il progetto prenderà corpo, si svilupperà, sino alla fine quando quel piccolo seme avrà generato una pianta capace di dare frutto abbondante.

 Il coltivatore progetta, lavora, sogna e realizza. Non può desiderare di meglio.

Ed ancora un’altra considerazione. La nostra esistenza è simile ad una meteora: nasce da un angolo del cielo, percorre un arco di grandezza variabile a lucentezza prima crescente, poi decrescente, sino a cessare del tutto all’angolo opposto della volta celeste.  Chi la osserva può nutrire tanti sentimenti: indifferenza, ammirazione, amore, odio, invidia, ma dopo che è passata ben pochi che l’hanno vista la ricorderanno.

La vita è una meteora! Se non facciamo qualcosa per essere ricordati, per continuare a vivere nella memoria di chi resta, siamo destinati velocemente all’oblio.

Benvenuto Marco ed auguri di lunga prosperità!

20gennaio2022

Poesia per l’anno nuovo

2022

Buon anno! Per iniziare propongo questa filastrocca di Gianni Rodari:

Oroscopo di Gianni Rodari

O anno nuovo, che vieni a cambiare
il calendario sulla parete,
ci porti sorprese dolci o amare?
Vecchie pene o novità liete?

Dodici mesi vi ho portati,
nuovi di fabbrica, ancora imballati;
trecento e passa giorni ho qui,
per ogni domenica il suo lunedì.

Controllate, per favore:
ogni giorno ha ventiquattr’ore.
Saranno tutte ore serene
se voi saprete usarle bene.

Vi porto la neve: sarà un bel gioco
se ognuno avrà la sua parte di fuoco.
Saranno una festa le quattro stagioni
se ognuno avrà la sua parte di doni.

News su GIUDITTA – una ragazza casual

Nei mesi scorsi ho presentato il romanzo al concorso letterario internazionale “Premio Michelangelo Buonarroti” – Seravezza (LU). Nei giorni scorsi ho ricevuto la gradita notizia della attribuzione di un attestato di merito, che mi è stato consegnato oggi.

Ricordo che il libro è reperibile nelle maggiori librerie e, in formato sia cartaceo che ebook, sul sito https://www.youcanprint.it/giuditta-una-ragazza-casual/b/2006b1fc-7a2b-5a73-bfd6-034991e0b569? oggetto di vendita promozionale.

I seminatori di Gabriele D’Annunzio

Il seminatore di Vincent Van Gogh

Poesia del mese di dicembre:

Van per il campo i validi garzoni
guidando i vuoi dalla pacata faccia
e, dietro quelli, fumiga la traccia
del ferro aperta alle seminagioni.

Poi, con un largo gesto delle braccia
spargon gli adulti la semenza, e i buoni
vecchi, levando al cielo le orazioni
pensa a frutti opulenti, se a Dio piaccia.

Quasi una pia riconoscenza umana
oggi onora la terra! Nel modesto
lume del sole, al vespero, il nivale

tempio di monti innalzasi: una piana
canzon levano gli uomini, e nel gesto
hanno una maestà sacerdotale.

Intervista su Odeon tv

Giorni fa ho rilasciato un’intervista all’emittente televisiva Odeon Tv, nel corso della trasmissione “Eccellenze Italiane”, riguardante la mia attività letteraria e specificamente l’ultimo romanzo “Giuditta una ragazza casual”, autopubblicato di recente tramite la piattaforma http://www.Youcanprint.it.

Vi indico il link della trasmissione per chi volesse ascoltarla:

mentre per acquistare il libro potrete prenotarlo nelle maggiori librerie o effettuarlo direttamente a prezzo scontato, sia in formato cartaceo sia ebook, sul sito:

https://www.youcanprint.it/giuditta-una-ragazza-casual/b/2006b1fc-7a2b-5a73-bfd6-034991e0b569?

Grazie.

GIUDITTA – una ragazza casual

In occasione dell’intervista che mi ha rivolto l’emittente televisiva nazionale Odeon Tv,  che andrà in onda martedì 23 novembre alle ore 18.50 sul canale 177, nel programma Eccellenze Italiane , ho deciso di pubblicare gratuitamente il primo capitolo del recente romanzo “Giuditta – una ragazza casual”.

Lo troverete sul mio sito www.artielettereitaliane.it al link: https://sites.google.com/d/1Vp8-dRTzKabFrlojsNSLXk9NKCYeIzYB/p/1NoJgRvlE_6eWD7HTUtqKOGnR8g1Qccpw/edit

Buona visione e buona lettura.

La spina nel fianco

rosa con spine (foto fgrano)

C’era una volta una cagnolina di nome Stella, una bastardina di taglia media, bianca, con una macchia marrone tra gli occhi e sulle zampe anteriori, che viveva in campagna, in una fattoria con tre famiglie e cinque bambini da uno a sei anni. Stella aveva un carattere dolcissimo, buona, amorevole, stava bene con tutti, ma aveva un problema. Ogni volta che si avvicinava ad essa una persona con il cappello in testa, sia che si trattasse di grandi o di piccoli, conosciuti o non, scappava via ed andava a nascondersi in una legnaia, fuori dalla visuale di tutti.

I proprietari della cagnolina che l’avevano presa in affidamento alcuni anni prima da un canile conoscevano la causa di quel comportamento anomalo. Sapevano che Stella aveva ricevuto maltrattamenti molto pesanti dal vecchio proprietario, che poi l’aveva abbandonata e che la colpiva con un grosso bastone ogni volta che la vedeva, le faceva soffrire la fame e la sete. Quell’uomo malvagio indossava sempre un berretto nero.

Quella paura era rimasta impressa nella memoria di Stella, tanto che ogni volta che vedeva un uomo o bambino col cappello, lei scappava terrorizzata.

Quel ricordo era la sua spina nel fianco, ma era anche il segnale che le consentiva di evitare altri brutti incontri.

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Quanti di noi sono immuni da un fastidio simile? Chi non ha la sua spina nel fianco? Dall’ età della consapevolezza in poi, penso nessuno.

Ma in fondo anche il dolore, il turbamento, il fastidio derivanti da una esperienza negativa vissuta in passato hanno la loro fecondità  perché  consentono di non dimenticare ed inducono a stare con i piedi per terra, a configurare con certezza i limiti personali evitando illusioni, inclinano ad accettare rinunce necessarie e a volte dolorose.