Autunno

castagne nel riccio (fg)

poesia del mese di ottobre:

AUTUNNO

Già lo sentimmo venire
nel vento d’agosto,
nelle piogge di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora che passa e declina,
in quest’autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.

 Vincenzo Cardarelli

Autunno 2020

ricci

Finalmente l’autunno è arrivato! E’ iniziato ieri 22 settembre al pomeriggio con qualche ora di anticipo sul solito. Non se ne poteva più della strana estate appena terminata, malinconica, piena di pensieri tristi, timorosi, con la mascherina sul volto e la paura del virus presente negli occhi. Vacanze particolari, in senso non proprio positivo, per chi le ha potuto godere, a causa dei tanti problemi che ci hanno assillato durante i mesi precedenti. Ed ora? Speriamo bene! Il virus persiste ma siamo più preparati a tenerlo lontano. Finita l’estate non ci resta che goderci qualche bella giornata settembrina ed ottobrina, da cui non ci aspetteremo chissà cosa ma solo una buona “normalità”.

La sofferenza causata dal blocco della libertà di muoversi, di lavorare, passeggiare, visitare i propri congiunti, gli amici, i propri malati, di compiere le usuali attività, ci induce ad auspicare che tutto torni “normale”, dando a questa parola un significato elevato, quasi di straordinarietà.

uva da mosto
viale d’autunno

Il profumo dell’uva da mosto aleggia già nell’aria, così come i colori brillanti dei ricci ben pieni di castagne, mentre, in anticipo sui tempi, i viali cominciano a colorarsi di giallo per le numerose foglie cadute. Fra poco l’aroma delle caldarroste darà piacere alle nostre narici ed all’olfatto, ed anche questo ci sembrerà straordinario. E’ l’occasione per apprezzare finalmente anche le cose semplici, senza rincorrere per forza obiettivi continuamente più lontani. Scopriamo che la normalità è un valore che ha il suo fascino!