Il più bello dei mari

mare Tirreno (fotofg)

Poesia del mese di settembre

Il più bello dei mari è la composizione più celebre di tutta la produzione di Nazım Hikmet (poeta turco naturalizzato polacco 1902 – 1963)

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

Giornata internazionale dell’amicizia

International Day of Friendship

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Dal 30 luglio 2011 si celebra ogni anno in tutto il mondo la giornata internazionale dell’amicizia per delibera dell’Assemblea generale delle nazioni unite (0nu).

La Giornata celebra l’amicizia tra popoli, paesi, culture e individui.

Nel documento ufficiale viene riconosciuta l’importanza dell’amicizia come “sentimento nobile e prezioso nella vita degli esseri umani in tutto il mondo”.

In questa occasione voglio ricordare una famosa poesia sull’Amicizia, di autore ignoto, attribuita al poeta argentino Jorge Luis Borges:

“Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita,
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te.
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro,
però quando serve starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cada.
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei,
però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.

Non giudico le decisioni che prendi nella vita,
mi limito ad appoggiarti, a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore,
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere,
solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico,
in quel momento sei apparso tu…
Non sei né sopra né sotto né in mezzo,
non sei né in testa né alla fine della lista.
Non sei né il numero uno né il numero finale e tanto meno ho la pretesa di essere io il primo, il secondo o il terzo della tua lista.
Basta che tu mi voglia come amico.
Poi ho capito che siamo veramente amici.
Ho fatto quello che farebbe qualsiasi amico:
ho pregato e ho ringraziato Dio per te.
Grazie per essermi amico.”

Il fieno di montagna

fieno del Monte Rosa

Vi ricordate il profumo del fieno? Quello che vedete è stato prodotto sul Monte Rosa, non è lo stesso del fieno di pianura. Le erbe essiccate di montagna hanno un profumo forte, unico, che entra nei polmoni e li soddisfa; ricorda l’aria pura, il sole ed il freddo che le hanno viste crescere, maturare ed essiccare.  Poi il fieno andrà ad alimentare le mucche, che produrranno buon latte, da cui si otterrà formaggio squisito, inimitabile. Una poesia!

Il bacio

ciliegio in fiore ( foto fgrano)

Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante
Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me

Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi.

Pablo Neruda.

Bosco

Lo sguardo, alto,

si ferma interrotto

da un mare di foglie

che, tremolante,

filtra la luce che vuole.

Faggi svettanti

puntano al cielo

cime congiunte,

come mani da secoli protese

alla ricerca del sole.

E nella cupa penombra,

un freddo ruscello

scorre testardo,

mentre il silenzio del bosco

sussurra,

ripetendo la mia piccolezza.

Francesco Grano

(1981)

Angolo della poesia

Da questo mese sarà qui pubblicato un componimento poetico di autore famoso o emergente.

Comincio con la poesia “Meriggiare pallido e assorto” di Eugenio Montale. Aspetto suggerimenti per i prossimi mesi.

cancellata foto propria

MERIGGIARE PALLIDO E ASSORTO

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

Eugenio Montale

La quercia caduta di Giovanni Pascoli

foglia di quercia – foto propria

Oggi vi propongo la lettura di questa bella poesia di Giovanni Pascoli. Stiamo vivendo un periodo di tristezza e preoccupazione. La riflessione, in generale, ci dovrebbe aiutare ad affrontare meglio i problemi giornalieri:

La quercia caduta

“Dov’era l’ombra, or sè la quercia spande
morta, né più coi turbini tenzona.
La gente dice: “Or vedo: era pur grande!”

Pendono qua e là dalla corona
i nidietti della primavera.
Dice la gente: “Or vedo: era pur buona!”

Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
ognuno col suo grave fascio va.
Nell’aria, un pianto… d’una capinera
che cerca il nido che non troverà.”

Giovanni Pascoli.