Il fieno di montagna

fieno del Monte Rosa

Vi ricordate il profumo del fieno? Quello che vedete è stato prodotto sul Monte Rosa, non è lo stesso del fieno di pianura. Le erbe essiccate di montagna hanno un profumo forte, unico, che entra nei polmoni e li soddisfa; ricorda l’aria pura, il sole ed il freddo che le hanno viste crescere, maturare ed essiccare.  Poi il fieno andrà ad alimentare le mucche, che produrranno buon latte, da cui si otterrà formaggio squisito, inimitabile. Una poesia!

Premiazione

Dal Monte Rosa, in uno scenario ad oltre 1300 m. di quota, vi presento qualche immagine della premiazione al quinto concorso letterario Macugnaga e il Monte Rosa, durante la quale ho ricevuto ieri il primo premio per il racconto “Natale? Cos’è?” pubblicato sul mio blog www.francescograno.wordpress.com

Chi volesse conoscere il seguito del racconto lo può trovare sullo stesso sito con il titolo “Almega a Natale due anni dopo” https://wordpress.com/post/francescograno.wordpress.com/467

oppure, assieme ad altri racconti, sull’e-book “Racconti come ciliegie” pubblicato su Amazon

Poesia del mese: I ragazzi che si amano, di Jacques Prevert

(foto fgrano)

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

Jacques Prevert

IN HOC SIGNO VINCES

(foto fgrano)

Un po’ di storia.

“In hoc signo vinces è una frase latina, dal significato letterale: “in (sotto) questo segno vincerai”, traduzione del greco ἐν τούτῳ νίκα. La comparsa in cielo di questa scritta in greco accanto a una croce sarebbe uno dei segni prodigiosi apparsi a Costantino che avrebbero preceduto la battaglia di Ponte Milvio, (Roma 312 d.C.). 

Costantino inoltre avrebbe fatto precedere le proprie truppe dal labaro imperiale con il simbolo cristiano del chi-rho, detto anche monogramma di Cristo, formato dalle lettere XP (che sono le prime due lettere greche della parola ΧΡΙΣΤΟΣ cioè “Christòs”) sovrapposte. Sotto queste insegne i soldati sconfissero l’avversario.” (Da Wikipedia, l’enciclopedia libera).

Per noi cristiani di oggi il crocifisso assume valore simbolico ed identificativo della nostra appartenenza alla religione cristiana. Assume il significato della decisione di accettare la nostra elezione a figli di Dio, e di incamminarci al seguito di Cristo, che comporta lo sforzo di comprendere, mettere in pratica la Sua parola e seguire il Suo esempio.

Essere cristiani richiede la rinuncia alla mondanità, alle soddisfazioni effimere che può dare il denaro, il potere, il sesso, la vanità.

Il crocifisso assume quindi valore di promemoria.

In hoc signo vinces: ricordati che è questa la strada per vincere, difficile e faticosa. Non ce ne sono altre!

Il libro per il relax

E’ stato pubblicato oggi sulla piattaforma Amazon, kindle store, questo mio ultimo libro che raccoglie racconti inediti, biografie, considerazioni varie, articoli già apparsi su questo blog, poesie ecc.

Lo trovate solo in formato ebook a questo link: https://www.amazon.it/Racconti-come-ciliegie-Francesco-Grano-ebook/dp/B097KL35DH/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywords=racconti+come+ciliegie&qid=1624179530&s=digital-text&sr=1-1

Buona lettura!

L’INVIDIA

Aquila in volo (foto di Stacy Vitallo su Pixabay)

Oggi voglio esprimere una riflessione sul valore negativo dell’invidia. È da un po’ di tempo che ci penso avendo avuto modo di raccogliere lo sfogo di persone rammaricate perché colpite da questo malanimo. Su internet ho trovato alcune definizioni, tra cui la più calzante è quella del vocabolario Treccani, che così si esprime:

“Invidia: Sentimento spiacevole che si prova per un bene o una qualità altrui che si vorrebbero per sé, accompagnato spesso da avversione e rancore per colui che invece possiede tale bene o qualità; anche, la disposizione generica a provare tale sentimento, dovuta per lo più a un senso di orgoglio per cui non si tollera che altri abbia doti pari o superiori, o riesca meglio nella sua attività o abbia maggior fortuna (nella dottrina cattolica, è uno dei sette vizî capitali, direttamente opposto alla virtù della carità)”.

Ecco: dispiace e sconforta sapere che ci siano persone così malvagie, amorfe, senza cuore, che, invidiose, superano anche la definizione suddetta e aggiungono il desiderio del male altrui. A questo spesso si aggiunge l’ingratitudine quando, in tanti casi, il malanimo è rivolto contro persone da cui gli invidiosi hanno ricevuto del bene, ben presto dimenticato. Cosa pensare? È gente strana, sofferente, che merita noncuranza o al limite compassione!

C’è un detto meridionale che tradotto dice: “se l’invidia fosse una lebbra vedresti in giro molti lebbrosi”.

Da cristiano posso suggerire ai soggetti colpiti da invidia di pregare per gli invidiosi. Sembra un controsenso, ma la parola di Cristo è spesso una pietra di contraddizione!

Soprattutto la vita ci insegna che occorre volare alto come aquile, non come polli, per guardare le cose con distacco, senza pericolo di essere turbati dal cattivo sentimento di esseri striscianti, senza timore di essere offesi da parole o azioni negative, che prima o poi sono destinate a ritorcersi su coloro che le hanno profferito e messe in pratica.

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Questo blog, nato in sordina, creato per manifestare liberamente pensieri, per raccogliere brevi racconti, poesie, riflessioni di ogni genere, ha permesso la pubblicazione in due anni di cento articoli. Ringrazio coloro che mi seguono con tanta pazienza ed a loro chiedo ora un parere.

Qualcuno mi ha suggerito di raccogliere in un volume gli scritti del blog. Sarebbe un misto di scritture eterogenee arricchito da racconti e biografie inedite, che non riesco a riassumere in un unico titolo.

Cosa ne direste se a questa collezione dessi il titolo di: Antologia, oppure di Miscellanea, Racconti vari, Scritti vari, Diario del blog? o avete altre intestazioni da suggerirmi?

Grazie per la collaborazione.

E’ nata Cristina Grano

foto fgrano

La dottoressa Silvana uscì con gran premura dalla sala parto, le mani coperte da guanti, e nel corridoio disse ad alta voce alle persone in attesa:

-È un maschio di 2,8 kg!! È lei il padre? – rivolgendosi ad Umberto, genitore emozionato in evidente stato di trepidazione, che nervosamente maltrattava le sue mani –

-Veramente… non so – balbettò lui visibilmente impacciato, – aspettavo una bambina!!-

– Ah!! È così? Allora lei aspettava una femmina ed invece è nato un maschio. Voi padri non siete mai contenti! C’è chi vuole il maschio a tutti i costi e lei invece vuole la femmina!!-

– Ma, scusi, le analisi, le ecografie, la morfologica, avevano tutte confermato che si trattava di una femmina presumibilmente di oltre 3 kg, ed ora ci troviamo con la sorpresa di un maschio. Con tutti i soldi che abbiamo speso per la cameretta ed il corredino rosa, tutto da rifare! Lo accetto senz’altro, sia chiaro, ma qualcuno deve prendersi la responsabilità di quest’errore! –

La dottoressa ridacchiando sorniona, ma senza farsi accorgere, non tirò oltre la corda, fece marcia indietro e rientrando nella sala parto disse: – per sua soddisfazione ritorno per verificare! –

Il tempo di chiudere la porta la riaprì subito e ne uscì dicendo: – Ha ragione lei: è una femmina di 4,230 kg. di nome Cristina. Contento? Mi scusi per lo scherzo che le fo fatto ma mi piaceva tanto vedere la sua reazione!

Sulla risposta del papà e degli altri presenti sorvoliamo.

Cara Cristina, questo è stato il tuo ingresso nella nostra vita, in una atmosfera giocosa, burlona, come hai iniziato a fare sin dall’inizio spiazzando tutti noi.

Sei una farfalla venuta dall’est, in parte dalla lontana Pannonia, arrivata a tarda primavera, leggera, decisa, ferma nel carattere.

Approdata sulle nostre dolci colline baciate dal sole, innamorata di arte, luce, bellezza. Perfezionista come sei, hai atteso stamattina la conclusione dell’eclisse anulare di sole, per nascere alle 12,48 in piena luce, senza ombre. Sarai sicuramente una persona fortunata e di grande intelligenza.

Noi tutti ti abbiamo atteso e desiderato tanto ed ora, incantati, non smettiamo di studiare i tuoi tratti, il colore degli occhi, dei capelli, per individuare somiglianze, ecc.

Prego, accomodati, sei la benvenuta tra noi, e ricorda che ci sono due cuginetti, Laura e Matteo, che ti stanno aspettando per giocare con loro.

FIABELLE

A tre mesi dalla pubblicazione il libro di fiabe sta riscuotendo interesse tra i piccoli lettori. Sono in contatto con diversi bambini e ragazzi che verbalmente mi esprimono bellissime referenze, che ovviamente non posso dimostrare, ma che mi convincono della bontà dell’opera.

Oggi ho pensato di esporre l’indice delle fiabe, tutte originali, frutto della mia fantasia. Eccolo:

FIABELLE

Indice

La principessa sulla luna 9

Il lupetto, l’agnellino e Nicolino 15

Il topino Ciccio innamorato 21

Il merlo e la tartaruga 27

Il re cattivo e il rubinetto dell’aria 33

La nuvola birbacciona 39

L’anatroccolo biondo 43

Viaggio nel vaso 47

Amiche per la pelle 53

Laura e l’aereo parlante 59

La lanterna magica 65

È arrivato Alexander 71.

Chi fosse interessato a ricevere una copia del libro autografata mi può contattare con mail a : novara15@gmail.com. La spedirò in brevissimo tempo. Grazie.

PERDERE, ma poi RITROVARE

Tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita l’esperienza dello smarrimento di qualcosa di importante.  Possono essere le chiavi di casa, le chiavi dell’auto, il cellulare, un anello, dei monili, una borsa di documenti, un portafoglio, un oggetto caro o un affetto.

Irrompe l’ansia, si cerca di fare mente locale sugli ultimi movimenti, si fa ricorso alla memoria per trovare l’ispirazione giusta e ritrovare subito l’oggetto smarrito: ma niente! Si cade nell’irrazionalità.  Si gira a vuoto da una parte all’altra, si ripercorrono gli ultimi passi, guardando negli angoli più impensabili e disparati. Ma dove sarà finito? Boh!! Eppure deve essere da qualche parte. Sopraggiunge il dubbio che quanto smarrito sia stato oggetto di furto con destrezza. L’angoscia cresce. La pressione arteriosa pure. Una vampata di calore ti pervade e la rabbia ti acceca. È troppo importante quello che si è smarrito.

Calma!

Dopo un periodo di tempo, breve o anche lungo, ecco che il bene perduto viene ritrovato . E dov’era? Li, quasi al suo posto e solo un temporaneo e strano accecamento aveva impedito di vederlo subito. Come se ci fosse stato lo zampino di qualcuno, come se quell’oscuramento fosse stato un segno per farci comprendere il reale e grande valore dell’oggetto o sentimento perduto, che solo in seguito al ritrovamento torna ad assumere l’importanza originaria, prima dimenticata o sottovalutata.   

E allora, morale della favola: è facile smarrire un oggetto prezioso per distrazione, routine, poco interesse. Lo stesso vale per la stima o l’amore di una persona. Ma una cosa è certa: il bene perduto se è veramente importante lo si può ritrovare con la volontà, la pazienza, la cura del proprio comportamento, forse con qualche rinuncia. Ma bisogna volerlo, e i risultati quasi sempre arrivano!